WINDSURFER SPIRIT
SULL’ASSE CAGLIARI – PALERMO

Trentaquattro anni fa,ancora teenager e cronista di calcio e
basket, fui convinto dal mio giovane compagno-studente Isef  Maurizio Strazzera ed il suo compare Maurizio
Loi ad andare a Baia Sardinia e seguirli
al primo Campionato Mondiale a squadre Windsurfer.

Servito e riverito nella goletta dell’Addetto Stampa Alfredo
Pigna, fui estasiato da questo nuovo sport che muoveva i primi passi a livello
mondiale, ma ancor più fui conquistato da quel cosiddetto ‘Windsurfer Spirit’
che Hoyle and Diana Schweitzer mi spiegarono con parole semplici nella prima
intervista fatta: “The Windsurfer spirit is  50% fair competition e 50% social time”.

Sperimentai subito la nuova filosofia di vita e la adottai
sin dai primi approcci e i primi party con la comunità internazionale dei
windsurfers.

La scelta fu obbligata: lasciai la famiglia in Sardegna e le
corrispondenze e collaborazioni con gli altri sport per diventare ‘ il
giornalista di windsurf’.

Per un quarto di secolo ho girato il mondo non stop seguendo
tutti i tipi di manifestazioni, dalle varie one design alle varie open class,
dai wave contest agli slalom, dalle World Cups alle Olimpiadi, descrivendo, da
curioso globe-trotter, l’evolversi del nostro sport.

Tutto cambiava, tutto si evolveva e si sviluppava, cresceva
o moriva.

Eccetto una cosa: il Windsurfer Spirit.

Quella sana voglia di divertirsi insieme, senza le tensioni
del risultato o dei soldi.

Specie tra i pionieri del nostro sport e i loro figli,
quando ci si incontrava, l’ original Windsurfer spirit rimaneva vivo e
indelebile, come un marchio di famiglia.

Indipendentemente da quello che fosse il tipo di
competizione intorno al mondo nel quale fossimo coinvolti.

Nel ’91 fui invitato al Mondiale in Sud Africa (Porth
Elizabeth) e gli Schweitzer mi nominarono Presidente europeo della Classe
Windsurfer. Quale onore….

Questo mi invogliò ad organizzare io stesso il Mondiale nel
’93 a Porto Rotondo, gli Europei a Villasimius (’94) i Mondiali a Cagliari
(’96), gli Europei a Marina di Ragusa (’96) e a Santa Teresa Gallura (’98) e a
inserire quando potevo le match-race o il freestyle Windsurfer ai vari Chia
Classic,Cagliari Grand Prix e Villasimius Grand Prix.

Erano la mia valvola di sfogo alle esasperazioni delle altri
classi e dei pro.

Con gli anni 2000 feci una pausa essendomi trasferito con la
famiglia alle Hawaii e via via mi sono un pò staccato dal nostro amato sport
del windsurf, preso anche dal kitesurf,il surf da onda, il SUP, i miei bimbi e
le mie bimbe che crescevano.

Fino a qualche anno fa, quando nel 2009, rientrato
principalmente in Sardegna, ho rinserito la spina facendo un Villasimius Grand
Prix solo coi Windsurfer e poi nel 2010 aggiungendo il team racing Windsurfer
al Chia Classic. Le old stars insieme ai campioni del ‘Sardinia Waterman’.

Presenti un terzetto di Schweitzer doc (Zane,Ted,Tara), gli
aficionados romani e quelli siciliani. Avevano abboccato tutti, son caduti nel
tranello. E son riprese le danze.

Maurizio Bufalini e Carlo Dalla Vedova, con spirito
missionario e autolesionistico hanno deciso di riattivare la classe e far
arrivare diverse decine di tavole nuove dall’Australia.

Nel 2011 il progetto è decollato con alcune gare nazionali
ed un campionato italiano a Settembre dar mitico Fabio Balini.

Ormai la frittata era fatta, il Windsurfer spirit è
risbocciato e mò chi lo avrebbe più fermato?

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Quest’anno, anno di grazia 2012, come cura preventiva alla
vecchiaia e su consiglio dello psicanalista, ho deciso di partecipare alle
prime due gare nazionali Windsurfer, a Cagliari e a Palermo.

Si partecipare, solo come atleta, cosa che non avevo mai
fatto prima se non nella ‘Garibaldi Cup’ (la regata per scarsoni al mondiale
Windsurfer dell’82).

Una bella iniezione di Windsurfer spirit per tornare in
forma.

A inizio Maggio è arrivato da Civitavecchia il carrello con
le quindici tavole Windsurfer al Windsurfing Club Cagliari.

Miracolooo!! Si è rinnovata la moltiplicazione dei pani e
dei pesci al Poetto, quella che era stata la culla dei primi campioni nazionali
e internazionali.

Come api al miele i vecchi surfisti si sono avvicinati per
toccarle, poi per montarle, iscriversi, scendere in acqua. Non solo i
vecchioni, ma anche i ragazzini della squadra federale Techno, subito in tono
con lo spirito della classe.

Bolina-poppa,bolina-poppa. su forza, prima i Leggeri e poi i
Pesanti.

Due prove a testa per due giorni, senza pietà.

Accanto ai primi campionissimi (Giovanni Minio, Alberto
Diaz) mi sono ritrovato in acqua con altri vecchioni e vecchietti della antica
scuola cagliaritana anni ’80 (Gianfranco e Piero Gessa, Loviselli, Giulia
Clarkson, Antonello Ciabatti, Sergio Angiuli, Manuel Argiolas,Davide Calatri,
Aldo Marcis, Alberto Congiu, Enrico Lodi), il terzetto dei romani che vanno per
la maggiore (Bonanome,Bufalini,Dalla Vedova) e i loro figlioletti mischiati ai
ragazzini della squadra agonistica guidati da Marta Maggetti che metteva in
riga tutti.

Che bello, che divertimento !

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Passano due settimane e la festa si rinnova a Mondello, dove
da un quarto di secolo vado a fare lo speaker al World Festival on the Beach
(originalmente il Windsurf World Festival).

L’accoglienza dell’Albaria e la professionalità dei Vincenzi
Vincenti (Baglione e Pottino) è proverbiale.

Pur in tempi di vacche magre lo spazio che l’Albaria riesce
a ritagliarsi nel Golfo di Mondello è un piacevole caleidoscopio di luci e
colori.

Anche qui c’è stato il bagno di folla conosciuta, ma rivista
sotto la lente abbellente del Windsurfer spirit, la ‘Legend Race’  ha assunto tutto un gusto particolare.

Paco Wirz e Riccardo Giordano, i bronzi di Mondello,
protagonisti per due decenni, pur essendo oramai residenti all’estero, tornano
appositamente a Mondello per la Legend Race. Il primo da Ginevra (via Tunisi),
il secondo da Bangkock.

Già dal primo slalom warm-up fanno vedere che fanno sul
serio piazzando la doppietta.

Nico di Bartolo, altra pietra miliare dei palermitani ha
chiuso il suo studio di veterinario per partecipare alle gare e aiutarci nella
conduzione. Giangaspare Carta ha smesso di fare il negoziante e l’istruttore
per scorrazzare il suo metro cubo sul campo di gara.

Anche Osvaldo Esposito e Ernesto Lombardo, compagni milanesi
nell’esperienza editoriale di Surf  25
anni prima, per l’occasione sono scesi a regalare coi Windsurfer.

Non poteva mancare la visita di altri
palermitani-windsurfers dei tempi che furono: Alfredo Barbera, il padrino, da
Rodriguez nell’Oceano indiano,Cico Paladino dal Brasile e Paletta. Hanno
rifatto capolino dopo anni di assenza dal World Festival proprio perché c’era
il Windsurfer.

Eleonora Sensini, che aveva accompagnato Alessandra a
Palermo, ha finito per scendere in acqua coi Windsurfer dando la paghetta a
tanti maschietti e ricordando che lei e la sorella Irene spopolavano quando Ale
era una bimbetta.

I cagliaritani hanno monopolizzato le gare di Hobie Cat con
15 equipaggi su 15, ma una decina di loro (con Diaz e Ciabatti in testa) erano
pronti a lanciare la sfida nello slalom Windsurfer se solo avessimo avuto la
forza di accendere i motori dopo il pieno di alcol Sabato sera.

Invece mi è bastato lanciare una scintilla per accendere il
fuoco della Windsurfer ferver tra il nugolo di ragazzini della Tecnho.
L’abbiamo finita con una sfida Francia-Italia tra le boette delle corsie,
seguiti a vista e benedetti dalle old star che drinkavano a gogo nel
baretto.

Roma Padrona ha fatto una irruzione gloriosa al World
Festival, sia nelle gare che nel management dell’evento. Accanto a Figaro
Bufalini, subito sold-out coi 20-Windsurfer-20 messi a disposizione dalla
classe, c’era l’inarrivabile Marietto Valdivieso che in gara finiva sempre
davanti a tutti con distacco (e meno male che non c’erano frascati e Bacheca).

 Quella cena di Sabato
sera al Baretto dell’Albaria con Diaz,Wirz,Giordano, Ciabatti, le Sensini e
compagnia cantante, ricordando divertenti episodi passati, non hanno prezzo.

Son ripartito d’urgenza, a malincuore, all’alba di Domenica,
perdendo l’ultimo giorno di gare e le premiazioni per non far torto a mia figlia
che faceva la Cresima.

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Ora son rientrato al mio ovile di  Capitana. Scendo in spiaggia e torno indietro
nella memoria mentre passo delicato la paraffina sulla coperta del mio tavolone
Windsurfer.

Mi rendo conto che attendo gli Italiani di Settembre a Ostia
come 32 anni fa attendevo emozionato di partire ai mondiali alle Bahamas.

Non tanto per far le gare.

Ma per rinnovare, tra amici, quel magico ‘Windsurfer
spirit’.

Aloha & a si biri

Mc Porc

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